Debutto
Eleonora Giorgi debutta quasi per caso a diciott’anni. Studentessa d’arte, in procinto di sostenere l’esame di ammissione all’Istituto Centrale per il Restauro, viene notata in una pubblicità alla quale aveva prestato il suo volto dal produttore Tonino Cervi, che le propone di sostenere un provino per un film.

Provino
Il suddetto film è Storia di una Monaca di clausura, vicenda ambientata nel ‘600. Per il provino Eleonora deve indossare l’abito di scena di Charlotte Rampling in Addio Fratello Crudele: il problema è che Eleonora è molto più formosa della sua illustre e filiforme collega, e le sarte devono patire per strizzarla in quell’angusto corsetto. L’esito del provino sarà comunque positivo, ed Eleonora si ritroverà, dopo sole due settimane, catapultata, da protagonista, sul set del film.

Appassionata
Quattro mesi dopo è di nuovo sul set, protagonista con Ornella Muti, altro astro nascente della cinematografia italiana, del film Appassionata. Le due ragazze diventano amiche; questo non impedisce una selvaggia competizione sull’altezza vertiginosa dei tacchi e sull’eccentricità degli abiti e degli accessori con i quali arrivano al mattino. Competizione che viene azzerata dai vestiti di scena: infatti interpretano due studentesse di buona famiglia, vestite con golfini, gonne a pieghe, calzettoni e scarpe basse....

Press-agent
Enrico Lucherini, ufficio stampa del film, è alla ricerca di una notizia che possa colpire l’attenzione della stampa. Notata la femminile rivalità tra le due, decide di sfruttarla, e le convince, nonostanze le loro riluttanze, a inscenare una tremenda litigata, condita di spinte, schiaffi finti e risate trattenute, per la gioia di alcuni fotografi “discretamente” appostati nelle vicinanze. La stampa abbocca, e le foto incriminate appaiono sulle riviste di settore, rinnovando - ma siamo negli anni settanta, e il divismo è un pallido ricordo - i fasti della mitica rivalità Loren - Lollobrigida.

Cinecittà
Verso la fine degli anni Settanta Cinecittà é in stato di degrado e di semi abbandono, o almeno così appare agli occhi della ventenne Eleonora, quando Alberto Lattuada sceglie di ricostruire nei suoi teatri di posa gli interni e gli esterni del film Cuore di cane. I protagonisti sono Max von Sidow, l’algido e austero interprete di tante epopee bergmaniane, e Cochi Ponzoni, al suo debutto nel cinema. Eleonora é l’interprete femminile e, come al solito, é la più giovane della troupe: l’atmosfera sul set é molto intensa, e nelle pause gli attori devono ritirarsi nei camerini; Eleonora trascorre lunghe ore di attesa da sola nel suo camerino durante i quattro mesi delle riprese. E’ lontano dal teatro, al primo piano di un palazzone stretto e lungo, in fondo a un corridoio sporco e mal illuminato. La stanza ha le pareti ingrigite, una luce fioca dall’alto, un tavolo e una sedia scrostati, uno specchio che deforma, un lettino sfondato coperto da un telo polveroso. E’ dotata di bagno... ma mal funzionante, con rubinetti che perdono, sporco ma sporco ma sporco. A lei sembra una cella: é inverno, e il pomeriggio vede il buio del cielo attraverso una finestra lunga, stretta e sporca. Si sente sola, e il posto le incute anche un certo timore, deserto e abbandonato come appare. Qualche volta approfitta delle pause per aggirarsi nei viali alberati e deserti di questa città di teatri di posa, e quando il tempo lo permette mangia il suo cestino seduta ai bordi di un laghetto, davanti all’imponente sagoma della nave Rex del film Amarcord di Fellini, rimasta lì come un cimelio dimenticato.

Bisturi e pugnali
In una scena del film Inferno, il personaggio di Eleonora deve morire, e sarà la mano dello stesso regista del film, Dario Argento, a infliggere la mortale pugnalata. La scena prevede anche che la povera Eleonora, colpita a morte, si schianti contro un paravento di stoffa, che deve strapparsi sotto le sue dita. Per ottenere quest’effetto, vengono applicati ai polpastrelli della malcapitata degli affilatissimi mini bisturi. La ripresa della scena è lunga e laboriosa e nelle pause Eleonora, sempre un po’ frenetica, rischia ripetutamente di sfregiarsi, dimentica dei terribili artigli applicati alle sue mani.

Mani di velluto e pancia che cresce
Le riprese di Mani di Velluto iniziano alla fine di settembre: Eleonora è incinta di tre mesi e mezzo, ma conta sul suo fisico asciutto e scattante per riuscire a contenere entro limiti accettabili la circonferenza del suo giro vita, almeno per le otto settimane previste dalla lavorazione del film. Ma la pancia decide di fare di testa sua, e prende a lievitare giorno dopo giorno: i vestiti non le si allacciano più e ogni inquadratura di profilo mostra decisamente il sospetto rigonfiamento. I registi, Castellano e Pipolo, sono disperati, e così il costumista Luca Sabatelli. Adriano Celentano invece, il protagonista maschile del film, é divertito, e la prende in giro ogni mattina. Si cerca una soluzione: il costumista modifica il disegno di certi vestiti e fa allargare allo spasimo il giro vita di quelli già utilizzati, ma la pancia cresce più in fretta del lavoro delle sarte, ed é impossibile inquadrare Eleonora a figura intera o di profilo. Da quel momento i registi decidono di inquadrarla solo frontalmente e sempre più da vicino, e sono costretti a concludere le riprese che la riguardano, fra millle peripezie e adattamenti forzosi, esclusivamente in primo piano

Il volo della strega
Una scena del film "Mia moglie é una strega" prevede il volo su Parigi della strega Finnicella (Eleonora) e dello sposo Renato Pozzetto a cavallo di una scopa; per simulare l’effetto del volo, Eleonora e Renato vengono issati su una scopa munita di selle e cinture di sicurezza, agganciata ad un braccio meccanico sospeso a dieci metri d’altezza: l’ampia gonna dell’abito da sposa copre l’intero marchingegno. L’ operazione è laboriosa, ma quando finalmente il ciak è battuto, la scopa prende ad inclinarsi all’indietro, lentamente ma inesorabilmente, e in un attimo Eleonora e Renato si ritrovano a testa in giù, sospesi nel vuoto: grida di terrore, tecnici e operatori nel panico, immediato intervento dei vigili del fuoco. A salvataggio concluso, è stata dura per Castellano e Pipolo, registi del film, convincere Eleonora e Renato a salire di nuovo sulla scopa...

La canzone dei titoli di coda, Magic, di Detto Mariano, Castellano e Pipolo, è cantata da Eleonora, fino a quel momento riluttante a cimentarsi con la canzone, perché convinta di essere stonata. Il risultato è efficace e il brano viene utilizzato, anche se non ne verrà tratto un disco.

Risate, amicizia, comicità
C’è una grande sintonia tra Eleonora e Carlo Verdone sul set di Borotalco: Carlo è al suo terzo film, scoppiettante di entusiasmo, energia e creatività, circondato da una troupe di giovani, anche loro entusiasti. Per Eleonora quest’atmosfera è una novità, e risponde con grande coinvolgimento. Sul set si crea un clima di allegria e complicità, e spesso uno scoppio di risa di Eleonora, travolta dalla comicità di Carlo, impedisce la conclusione di una scena.

Grand Hotel Excelsior
E’ Celentano il regista della scena del Tico Tico: Eleonora, nel film segretamente innamorata di Celentano, siede al banco del bar nell’albergo di proprietà dell’amato, sola e sconsolata, ancorché in splendido abito da sera. Inaspettato, appare proprio Celentano che le propone un drink, una sua specialità. Al ritmo del Tico Tico Adriano si scatena nella preparazione di un cocktail folle, poi, fuori scena, dirige Eleonora in moltissime mini sequenze di sbattiti di palpebre, di dita che tamburellano, di gambe che ondeggiano lievemente, di sorrisi accennati: é un susseguirsi di inquadrature ritmate sullo stile dei video musicali, un modo di girare nuovo e divertente. Eleonora ne é davvero coinvolta, e da allora le resterà il rimpianto di non aver girato un intero film diretta da Celentano.

Marcello Mastroianni
Marcello Mastroianni é il protagonista di Oltre la porta, il film diretto da Liliana Cavani di cui Eleonora é interprete femminile. Anche se ha già lavorato con partner autorevoli e prestigiosi, Eleonora é davvero emozionata all’idea di recitare con Mastroianni, che considera una specie di “totem”, un raro esemplare di “mostro sacro” del nostro cinema. Paure, dubbi e insicurezze l’assalgono nei giorni e nelle notti che precedono l’inizio delle riprese, ma l’incontro sul set, fin dalla prima inquadratura insieme, smentisce ogni previsione funesta: Mastroianni é comunicativo, sensibile, gentile, e recitare con lui é altamente coinvolgente. Eleonora é felice, stupita del calore umano che Mastroianni manifesta con i colleghi e con la troupe, sbalordita della sua umiltà e della sua disponibilità, qualità rare nell’ambiente dello spettacolo. Dopo quattro mesi di riprese, a film finito, si accorge di aver imparato moltissimo, umanamente e professionalmente, da questo partner tanto importante. Che é rimasto il suo preferito.

Cinema e matrimonio
Il primo incontro con Massimo Ciavarro, giovane eroe dei fotoromanzi idolo delle ragazze, protagonista del film Sapore di mare 2, avviene nella roulotte adibita a sala trucco il primo giorno di riprese. Il regista, Bruno Cortini, lo presenta a Eleonora, i due si salutano e Massimo le sorride schivo, poi le dice: “Comunque io non ti garantisco niente...” Lei non capisce: “Come..?” E lui: “Della scena Non ti garantisco che verrà bene, che la saprò fare, ecc. ecc...” e ride imbarazzato. Eleonora lo guarda stupefatta di questo atteggiamento diretto, simpatico, inconsueto, scoppia a ridere e non aggiunge altro. La scena viene molto bene, e anche tutte le altre che li riguardano, ma il loro rapporto rimane distante. Il film finisce e i due non hanno più occasioni di vedersi. Si rincontrano due anni dopo a una cena a casa di Vittorio Cecchi Gori e improvvisamente scoprono di avere tante cose in comune, e tanta voglia di parlarne: da lì alla convivenza, alla nascita di un figlio e al matrimonio il passo é stato breve...

Che mal di testa!
Nel film TV della regista Cinzia Th Torrini, Morte di una strega, Eleonora interpreta il personaggio di una donna inquietante, una strega. Una strega che verrà brutalmente assassinata. Il giorno delle riprese dell’omicidio, il truccatore le crea una finta ferita sulla testa e la inonda di liquido color sangue. Il liquido cola nei capelli e in parte sulla giacca dell’immacolato tailleur che indossa: l’immagine é impressionante. Durante le pause Eleonora, con la complicità di un collega del set, si diverte a mostrarsi in giro per la strada barcollante e grondante sangue, simulando, mano sul capo, un atroce mal di testa, di fronte agli sguardi sbigottiti degli ignari passanti.